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In Italia ci sono 5.741 cittadini messicani. E 57.980 ecuadoriani
Cultura

In Italia ci sono 5.741 cittadini messicani. E 57.980 ecuadoriani

24 set 20265 min di lettura(Aggiornato: 29 set 2026)

I numeri ISTAT elaborati al 1° gennaio 2025, città per città. Perché i negozi latinoamericani italiani sono soprattutto ecuadoriani e peruviani, e cosa cambia per chi cerca ingredienti messicani.

Se entrate in un negozio latinoamericano a Genova o a Torino e restate delusi dallo scaffale messicano, non è colpa vostra né del negozio. È demografia.

Questi sono i numeri, con la loro data.

Quanti sono

Al 1° gennaio 2025, gli stranieri residenti in Italia sono 5.371.251, il 9,1% della popolazione. I cittadini messicani sono 5.741: lo 0,11% degli stranieri, al 77° posto nella graduatoria per cittadinanza.

Per capire la scala, ecco le cittadinanze latinoamericane più numerose alla stessa data:

CittadinanzaResidenti in ItaliaPosizione
Perù116.16917ª
Ecuador57.98033ª
Brasile54.33834ª
Rep. Dominicana30.20041ª
Cuba26.47644ª
Colombia26.39545ª
El Salvador25.88046ª
Argentina18.10451ª
Venezuela16.98153ª
Messico5.74177ª

I peruviani in Italia sono venti volte i messicani. Gli ecuadoriani sono dieci volte.

Questo, da solo, spiega più cose di qualunque considerazione gastronomica: il commercio alimentare latinoamericano in Italia è nato per servire comunità andine e caraibiche, non messicane. Il Messico è arrivato dopo, e ci è arrivato soprattutto come cucina, non come migrazione.

Dove sono

I cittadini messicani si concentrano in poche città, e la prima non è Milano.

CittàCittadini messicaniStranieri in città
Roma1.220354.086 (12,9%)
Milano485268.220 (19,6%)
Genova6667.543 (12,0%)

Calcolo nostro, non dato di fonte: Roma da sola ospita circa il 21% di tutti i cittadini messicani d'Italia, Milano circa l'8%. A Genova sono lo 0,1% degli stranieri della città: sessantasei persone.

Genova è una città ecuadoriana

Ed è qui che la storia diventa interessante, perché è esattamente il rovescio.

Genova ha 563.163 abitanti e 67.543 stranieri residenti, il 12,0%. La prima cittadinanza straniera della città è l'Ecuador, con 10.404 persone: il 15,4% di tutti gli stranieri genovesi. Davanti ad Albania (7.021), Romania (5.607), Marocco (5.455), Bangladesh (5.011).

A livello regionale il quadro si conferma: in Liguria gli ecuadoriani sono 13.623, l'8,35% degli stranieri, quarta cittadinanza della regione — dietro Albania, Romania e Marocco, e davanti a tutte le altre.

Altro calcolo nostro: quei 13.623 sono circa il 23% di tutti gli ecuadoriani d'Italia, concentrati in una regione che vale circa il 2,5% della popolazione italiana. La sola Genova ne ospita circa il 18% del totale nazionale.

Non è una comunità diffusa: è una comunità radicata in un posto preciso.

Cosa c'entra tutto questo con la vostra cena

Molto, e in modo pratico.

Primo: i negozi che chiamiamo «messicani» quasi mai lo sono. La rete commerciale latinoamericana italiana è ecuadoriana, peruviana e dominicana per composizione e per clientela. Il ripiano messicano — masa harina, chili secchi, tomatillo in barattolo, jalapeños in salamoia — dentro quei negozi è un reparto, non il motivo per cui il negozio esiste. Trovare Maseca a Genova è possibile; trovare sette varietà di chile secco no.

Questo si vede a occhio nella toponomastica commerciale: a Torino il mercato di Porta Palazzo ospita banchi con nomi peruviani e andini; a Roma e a Milano esistono invece insegne dichiaratamente messicane. La mappa dei negozi segue la mappa delle persone.

Secondo: la direzione dell'assortimento. In un negozio a maggioranza andina troverete più facilmente ají amarillo, choclo, panela e yuca che epazote e hoja santa. Non è pigrizia del negoziante: è quello che gli chiedono i clienti che tengono aperto il negozio.

Terzo — e qui c'è una buona notizia: i prodotti secchi messicani base (masa harina, fagioli neri, chili secchi comuni, tomatillo in scatola) viaggiano bene e si trovano in tutta Italia per via postale. Le mappe dettagliate, con negozi, prezzi rilevati e date, stanno nel nostro articolo dedicato ai negozi città per città. Qui ci interessava spiegare perché quella mappa ha la forma che ha.

Quello che questi numeri NON dicono

Va detto con chiarezza, perché è facile leggerli male.

«Cittadini messicani residenti» non è «comunità messicana». Il dato conta il passaporto, non l'origine. Restano fuori: chi ha acquisito la cittadinanza italiana, chi ha doppia cittadinanza e figura come italiano, chi è in Italia con permessi brevi o per studio senza iscrizione anagrafica, e la seconda generazione nata qui. La comunità di origine messicana in Italia è quindi più grande di 5.741. Di quanto, non lo sappiamo: non abbiamo trovato una fonte che lo misuri, e non lo stimiamo.

Sulla fonte, e sulla data. Le cifre di questo articolo vengono da un portale statistico che elabora i dati ISTAT del Censimento permanente della popolazione, riferiti al 1° gennaio 2025. Abbiamo provato ad andare direttamente alla fonte: il portale demografico dell'ISTAT, alla nostra consultazione, offriva già dati riferiti al 1° gennaio 2026 — quindi più recenti dei nostri — ma in una forma che non permetteva di leggere la disaggregazione per cittadinanza nel modo in cui ci serviva. Esistono perciò dati più aggiornati di quelli che pubblichiamo qui, e non li abbiamo. Preferiamo dirlo che far finta che il 1° gennaio 2025 sia l'ultima parola.

E il controincrocio non ci è riuscito. Abbiamo cercato una seconda fonte indipendente per verificare almeno le cifre principali. La tabella enciclopedica che avrebbe potuto servire mette in fila colonne di anni diversi (1991, 1995, 2000, 2005, 2010, 2015, 2020, 2025) e, alla lettura, le righe non si allineavano in modo affidabile: il Messico, per giunta, non compare affatto in quella tabella. Non abbiamo quindi una seconda conferma dei numeri di questo articolo. Restano i dati di un solo elaboratore, con la sua data dichiarata.

Il portale dell'ambasciata messicana in Italia ci è risultato inaccessibile per un sistema di protezione automatica. Bloccato non vuol dire vuoto: se lì ci sono numeri sulla comunità messicana, noi non li abbiamo potuti leggere, e questo non autorizza nessuna conclusione.

Una riga per chiudere

Il Messico in Italia non è una comunità: è una cucina. Cinquemilasettecentoquarantuno persone non aprono una catena di supermercati, ma un numero molto più grande di italiani ha imparato a volere le tortillas — e la filiera che le porta qui è stata costruita, in buona parte, da ecuadoriani e peruviani che erano già arrivati.

Edmond Bojalil
Edmond Bojalil

Fondatore, Recetas Mexas

Messicano di Puebla, informatico e appassionato di cucina. Autore di oltre 1.250 ricette messicane autentiche adattate alle cucine di tutto il mondo. Vive a Madrid dal 2018.

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