
In Sicilia i morti portano i regali ai bambini. In Messico si fa qualcosa di molto simile
Ossa di morto e frutta di Martorana sono PAT; i pupi di zucchero no. Le tradizioni italiane del 2 novembre, il porta a porta sardo e il viceré che diventò imperatore del Messico.
Il Día de Muertos messicano arriva in Italia raccontato come un esotismo: teschi dipinti, altari carichi, una festa che gli italiani guardano da fuori.
È un peccato, perché il 2 novembre in Italia si fanno cose che a un messicano risulterebbero perfettamente riconoscibili. In Sicilia i morti portano i regali ai bambini. In Sardegna i bambini vanno di casa in casa a chiederli. E i dolci che si preparano in mezza penisola hanno la stessa funzione delle calaveritas: si mangia qualcosa che rappresenta i defunti.
Il 2 novembre, per cominciare
La data è la Commemorazione dei defunti, popolarmente giorno dei morti o festa dei morti. In Italia non è festivo civile; a San Marino sì.
La Sicilia: i morti che fanno i regali
La notte tra l'1 e il 2 novembre, in Sicilia, sono i defunti a portare i doni ai bambini.
Non è una versione locale di Halloween né un adattamento recente: è la struttura della festa. I dolci fanno parte del regalo, e sono tre.
| Dolce | Cos'è | Stato ufficiale |
|---|---|---|
| Ossa di morto / scardellini | Farina, acqua, zucchero, cannella, chiodi di garofano | PAT |
| Frutta di Martorana | Marzapane modellato a forma di frutta | PAT |
| Pupi di zucchero / pupaccena | Figure cave di zucchero colorato | Non PAT |
Quella terza riga la segnaliamo per una ragione precisa. I pupi di zucchero sono, visivamente, i gemelli delle calaveritas de azúcar messicane: figure cave di zucchero colorato, fatte per essere regalate e mangiate. È l'accostamento più impressionante dell'intera lista — ed è anche l'unico dei tre che non risulta iscritto tra i Prodotti Agroalimentari Tradizionali.
Abbiamo controllato i tre nomi uno per uno. Due sono PAT, uno no. Scrivere «tutti e tre riconosciuti» sarebbe stato più comodo e falso.
Sulla frutta di Martorana vale la pena aggiungere l'origine del nome: viene dal monastero della Martorana di Palermo.
La Sardegna: il porta a porta prima di Halloween
In Sardegna la notte tra l'1 e il 2 novembre si chiama su mortu mortu, o is animeddas.
I bambini vanno di casa in casa a chiedere dolci — «sòe su mortu mortu!» — travestiti o con lanterne, e gli adulti devono avere i regali pronti. La fonte che descrive la tradizione la mette esplicitamente a confronto con Halloween: è un porta a porta autoctono.
Chi in Italia discute ogni ottobre se Halloween sia una contaminazione americana potrebbe cominciare da qui.
I dolci dei morti, regione per regione
Fuori dalla Sicilia la mappa è più fitta di quanto si creda:
| Dolce | Dove | Nota |
|---|---|---|
| Fave / favette dei morti | Veneto, Friuli, Emilia, Lazio, Lombardia, Marche, Umbria | La diffusione più ampia |
| Òss ëd mòrt | Piemonte, Lombardia, Marche | |
| Pan dei morti | Lombardia | |
| I cavalli | Trentino-Alto Adige | Legati alla leggenda di Proserpina |
| Torrone dei morti | Napoli | Di cacao, non di miele |
| La colva | Puglia | Grano cotto, uva passa, noci, fichi, melograno |
| Pan co' santi | Siena e Maremma |
Due righe meritano una sosta.
Il torrone dei morti napoletano non è il torrone di miele e mandorle del Natale: è di cacao. Chi lo cerca aspettandosi l'altro non lo riconosce.
La colva pugliese — grano cotto, uva passa, noci, fichi, melograno — è un piatto di cereale e frutta preparato per i defunti. Non è un dolce da forno: è un'offerta.
Quello che non diciamo su questo parallelo
Il paragone tra Sicilia e Messico è strutturale: stesso periodo, stessa idea di uno scambio con i morti, dolci che li rappresentano e si mangiano.
Quello che non affermiamo è che una tradizione derivi dall'altra, in nessuna delle due direzioni. Non abbiamo una fonte che stabilisca un legame storico, e la spiegazione facile — «gli spagnoli hanno portato il Día de Muertos dalla Sicilia», o il contrario — è esattamente il tipo di scorciatoia che si ripete per anni una volta pubblicata.
Due tradizioni possono somigliarsi moltissimo senza discendere l'una dall'altra. Qui documentiamo la somiglianza; la genealogia no.
L'uomo che governò il Nord Italia e poi il Messico
C'è però un legame documentato tra Italia e Messico, ed è sorprendentemente diretto.
Massimiliano d'Asburgo fu viceré del Regno Lombardo-Veneto dal 2 settembre 1857 al 10 aprile 1859. Venne rimosso perché la sua politica fu giudicata troppo indulgente e liberale nei confronti degli italiani.
Cinque anni dopo era imperatore del Messico, e la proclamazione avvenne al Castello di Miramare, a Trieste.
Lo stesso uomo, nel giro di un lustro: governatore asburgico di Milano e Venezia, poi sovrano di un impero messicano durato tre anni. La storia di Massimiliano è un capitolo messicano che comincia in Italia — e finisce, come si sa, davanti a un plotone a Querétaro.
Dove vedere qualcosa, in Italia
Qui dobbiamo essere brevi e onesti.
Il MUDEC di Milano ha ospitato due mostre messicane confermate — «Frida Kahlo. Oltre il mito» e «Il sogno degli antenati» — entrambe dal 1 febbraio al 3 giugno 2018. È l'ultima edizione che possiamo confermare. Il Palazzo Reale non ha attualmente una mostra messicana in corso.
Non abbiamo un calendario di eventi per il Día de Muertos in Italia, e il motivo è tecnico: il sito dell'ambasciata messicana in Italia risponde con un blocco automatico alle nostre verifiche. Bloccato non vuol dire vuoto: significa che non possiamo leggerlo, e quindi non pubblichiamo un elenco di eventi che non abbiamo visto.
Stessa cosa per il Cinco de Mayo: non abbiamo trovato prova di celebrazioni in Italia. Assenza di prova, non prova di assenza.
E sulla dimensione della comunità messicana in Italia: non abbiamo un numero. Le fonti che avrebbero dovuto darlo non sono risultate consultabili. Preferiamo lasciare il vuoto piuttosto che riempirlo con una stima.
Se vuoi fare qualcosa il 2 novembre
Non ti serve importare niente.
Se sei in Sicilia, la festa dei morti esiste già e i dolci pure. Se sei altrove in Italia, il dolce dei morti della tua regione probabilmente è nella tabella qui sopra.
Quello che il Messico può aggiungere non è la festa: è il modo di guardarla. Un giorno in cui i morti tornano a casa e si mangia insieme a loro non è un'idea esotica, in Italia. È solo un'idea che qui si racconta meno.

Fondatore, Recetas Mexas
Messicano di Puebla, informatico e appassionato di cucina. Autore di oltre 1.250 ricette messicane autentiche adattate alle cucine di tutto il mondo. Vive a Madrid dal 2018.
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