Vai al contenuto principale
Blog
Questo articolo non è ancora tradotto. Lo vedi nella lingua originale.
In Sicilia i morti portano i regali ai bambini. In Messico si fa qualcosa di molto simile
Cultura

In Sicilia i morti portano i regali ai bambini. In Messico si fa qualcosa di molto simile

24 set 20265 min di lettura(Aggiornato: 29 set 2026)

Ossa di morto e frutta di Martorana sono PAT; i pupi di zucchero no. Le tradizioni italiane del 2 novembre, il porta a porta sardo e il viceré che diventò imperatore del Messico.

Il Día de Muertos messicano arriva in Italia raccontato come un esotismo: teschi dipinti, altari carichi, una festa che gli italiani guardano da fuori.

È un peccato, perché il 2 novembre in Italia si fanno cose che a un messicano risulterebbero perfettamente riconoscibili. In Sicilia i morti portano i regali ai bambini. In Sardegna i bambini vanno di casa in casa a chiederli. E i dolci che si preparano in mezza penisola hanno la stessa funzione delle calaveritas: si mangia qualcosa che rappresenta i defunti.

Il 2 novembre, per cominciare

La data è la Commemorazione dei defunti, popolarmente giorno dei morti o festa dei morti. In Italia non è festivo civile; a San Marino sì.

La Sicilia: i morti che fanno i regali

La notte tra l'1 e il 2 novembre, in Sicilia, sono i defunti a portare i doni ai bambini.

Non è una versione locale di Halloween né un adattamento recente: è la struttura della festa. I dolci fanno parte del regalo, e sono tre.

DolceCos'èStato ufficiale
Ossa di morto / scardelliniFarina, acqua, zucchero, cannella, chiodi di garofanoPAT
Frutta di MartoranaMarzapane modellato a forma di fruttaPAT
Pupi di zucchero / pupaccenaFigure cave di zucchero coloratoNon PAT

Quella terza riga la segnaliamo per una ragione precisa. I pupi di zucchero sono, visivamente, i gemelli delle calaveritas de azúcar messicane: figure cave di zucchero colorato, fatte per essere regalate e mangiate. È l'accostamento più impressionante dell'intera lista — ed è anche l'unico dei tre che non risulta iscritto tra i Prodotti Agroalimentari Tradizionali.

Abbiamo controllato i tre nomi uno per uno. Due sono PAT, uno no. Scrivere «tutti e tre riconosciuti» sarebbe stato più comodo e falso.

Sulla frutta di Martorana vale la pena aggiungere l'origine del nome: viene dal monastero della Martorana di Palermo.

La Sardegna: il porta a porta prima di Halloween

In Sardegna la notte tra l'1 e il 2 novembre si chiama su mortu mortu, o is animeddas.

I bambini vanno di casa in casa a chiedere dolci — «sòe su mortu mortu!» — travestiti o con lanterne, e gli adulti devono avere i regali pronti. La fonte che descrive la tradizione la mette esplicitamente a confronto con Halloween: è un porta a porta autoctono.

Chi in Italia discute ogni ottobre se Halloween sia una contaminazione americana potrebbe cominciare da qui.

I dolci dei morti, regione per regione

Fuori dalla Sicilia la mappa è più fitta di quanto si creda:

DolceDoveNota
Fave / favette dei mortiVeneto, Friuli, Emilia, Lazio, Lombardia, Marche, UmbriaLa diffusione più ampia
Òss ëd mòrtPiemonte, Lombardia, Marche
Pan dei mortiLombardia
I cavalliTrentino-Alto AdigeLegati alla leggenda di Proserpina
Torrone dei mortiNapoliDi cacao, non di miele
La colvaPugliaGrano cotto, uva passa, noci, fichi, melograno
Pan co' santiSiena e Maremma

Due righe meritano una sosta.

Il torrone dei morti napoletano non è il torrone di miele e mandorle del Natale: è di cacao. Chi lo cerca aspettandosi l'altro non lo riconosce.

La colva pugliese — grano cotto, uva passa, noci, fichi, melograno — è un piatto di cereale e frutta preparato per i defunti. Non è un dolce da forno: è un'offerta.

Quello che non diciamo su questo parallelo

Il paragone tra Sicilia e Messico è strutturale: stesso periodo, stessa idea di uno scambio con i morti, dolci che li rappresentano e si mangiano.

Quello che non affermiamo è che una tradizione derivi dall'altra, in nessuna delle due direzioni. Non abbiamo una fonte che stabilisca un legame storico, e la spiegazione facile — «gli spagnoli hanno portato il Día de Muertos dalla Sicilia», o il contrario — è esattamente il tipo di scorciatoia che si ripete per anni una volta pubblicata.

Due tradizioni possono somigliarsi moltissimo senza discendere l'una dall'altra. Qui documentiamo la somiglianza; la genealogia no.

L'uomo che governò il Nord Italia e poi il Messico

C'è però un legame documentato tra Italia e Messico, ed è sorprendentemente diretto.

Massimiliano d'Asburgo fu viceré del Regno Lombardo-Veneto dal 2 settembre 1857 al 10 aprile 1859. Venne rimosso perché la sua politica fu giudicata troppo indulgente e liberale nei confronti degli italiani.

Cinque anni dopo era imperatore del Messico, e la proclamazione avvenne al Castello di Miramare, a Trieste.

Lo stesso uomo, nel giro di un lustro: governatore asburgico di Milano e Venezia, poi sovrano di un impero messicano durato tre anni. La storia di Massimiliano è un capitolo messicano che comincia in Italia — e finisce, come si sa, davanti a un plotone a Querétaro.

Dove vedere qualcosa, in Italia

Qui dobbiamo essere brevi e onesti.

Il MUDEC di Milano ha ospitato due mostre messicane confermate — «Frida Kahlo. Oltre il mito» e «Il sogno degli antenati» — entrambe dal 1 febbraio al 3 giugno 2018. È l'ultima edizione che possiamo confermare. Il Palazzo Reale non ha attualmente una mostra messicana in corso.

Non abbiamo un calendario di eventi per il Día de Muertos in Italia, e il motivo è tecnico: il sito dell'ambasciata messicana in Italia risponde con un blocco automatico alle nostre verifiche. Bloccato non vuol dire vuoto: significa che non possiamo leggerlo, e quindi non pubblichiamo un elenco di eventi che non abbiamo visto.

Stessa cosa per il Cinco de Mayo: non abbiamo trovato prova di celebrazioni in Italia. Assenza di prova, non prova di assenza.

E sulla dimensione della comunità messicana in Italia: non abbiamo un numero. Le fonti che avrebbero dovuto darlo non sono risultate consultabili. Preferiamo lasciare il vuoto piuttosto che riempirlo con una stima.

Se vuoi fare qualcosa il 2 novembre

Non ti serve importare niente.

Se sei in Sicilia, la festa dei morti esiste già e i dolci pure. Se sei altrove in Italia, il dolce dei morti della tua regione probabilmente è nella tabella qui sopra.

Quello che il Messico può aggiungere non è la festa: è il modo di guardarla. Un giorno in cui i morti tornano a casa e si mangia insieme a loro non è un'idea esotica, in Italia. È solo un'idea che qui si racconta meno.

Edmond Bojalil
Edmond Bojalil

Fondatore, Recetas Mexas

Messicano di Puebla, informatico e appassionato di cucina. Autore di oltre 1.250 ricette messicane autentiche adattate alle cucine di tutto il mondo. Vive a Madrid dal 2018.

Leggi di più