Tortillera o pressa per tortillas: l'utensile per dare forma alla masa
Edmond Bojalil · Fundador, Recetas Mexas
Actualizado: 12 ago 2026

Che cos'è?
La tortillera o pressa per tortillas è l'utensile messicano che permette di dare una forma circolare e uniforme alla masa di mais nixtamalizzata prima di cuocerla sul comal. Consiste in due piastre piatte e rotonde unite da una cerniera, con una leva o un manico per esercitare pressione. Sebbene le cuoche tradizionali più esperte formino le tortillas a mano (battendo la masa tra i palmi), la tortillera ha democratizzato la preparazione domestica delle tortillas nel XX secolo. Esistono versioni in legno, ghisa, alluminio fuso e plastica, ognuna con vantaggi distintivi. La masa si pone tra due fogli di plastica o sacchetti, si chiude la pressa e la pressione trasforma la pallina in un disco sottile. È un utensile indispensabile nelle case messicane e, sempre più, nelle cucine latine internazionali che scoprono la tortilla fatta a mano.
Origine e storia
Prima dell'invenzione della tortillera, tutte le tortillas in Messico si preparavano formandole a mano: la masa si batteva tra i palmi fino a ottenere un disco sottile e circolare. Questa abilità, trasmessa di generazione in generazione tra donne, richiedeva anni di pratica per ottenere spessore e forma uniformi. La tortillera meccanica compare in Messico durante il XIX secolo come soluzione per le case urbane e i ristoranti che avevano bisogno di produrre tortillas più velocemente. Le prime versioni erano di legno duro (mesquite, leccio) con cerniera metallica. Nel XX secolo, con la diffusione della fusione, nacquero presse di ferro e alluminio che divennero uno standard domestico. Marchi messicani come Tortimatic e altri produttori regionali fabbricano tortillere dalla metà del XX secolo. Larousse Cocina e il Diccionario Enciclopédico de la Gastronomía Mexicana documentano l'utensile come essenziale della cucina messicana moderna, senza sostituire la formatura a mano che si pratica ancora nelle cucine tradizionali.
Ingredienti caratteristici
Le tortillere variano per materiale, dimensione e meccanismo. Quella di legno (mesquite, leccio, parota) è leggera, mantiene la temperatura ambiente, pesa tra i 600 g e 1,5 kg, dà tortillas medie (12-16 cm) ed è considerata tradizionale. Quella di ghisa è robusta, pesa 2-4 kg, esercita una pressione decisa e produce tortillas uniformi; di solito è dipinta con colori vivaci. Quella di alluminio fuso è leggera, facile da maneggiare, non si ossida ed è lo standard nelle cucine messicane moderne. Quella di plastica è la più economica ma meno durevole. La dimensione comune va dai 15 ai 22 cm di diametro per tortillas familiari; esistono versioni grandi per le tlayudas (40 cm). L'uso corretto richiede di posizionare la pallina di masa centrata tra due fogli di plastica (ritagli di sacchetto o plastiche apposite), chiudere e applicare una pressione decisa con la leva. Poi si stacca con cura. La masa troppo secca si rompe; quella troppo umida si attacca. Esistono versioni elettriche ma non hanno soppiantato quelle manuali nella casa tradizionale.
Significato culturale
La tortillera è un utensile domestico fondamentale in Messico e fa parte del paesaggio quotidiano di praticamente ogni casa tradizionale. Sebbene le cuoche più anziane o dei paesi indigeni tendano a formare le tortillas a mano e a considerare la tortillera come una soluzione secondaria, nelle cucine urbane e delle nuove generazioni è lo strumento dominante. La cucina tradizionale messicana, riconosciuta dall'UNESCO nel 2010 come Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità, integra sia la formatura a mano sia l'uso della tortillera nel suo universo di pratiche. Negli ultimi decenni, la tortillera ha varcato i confini: le comunità messicane negli Stati Uniti, in Europa e in America Latina la usano per mantenere viva la tradizione della tortilla fatta in casa. L'industria delle tortillas fresche (Casa Mariscal, El Olivo, Maseca) promuove farine nixtamalizzate istantanee che si pressano con la tortillera domestica, ampliando la portata della tortilla autentica. Nella cucina contemporanea, chef come Enrique Olvera hanno reso popolari le tortillas fatte a mano nei ristoranti di alto livello.
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Domande frequenti
- Qual è la differenza tra tortillera di legno e di ferro?
- La tortillera di legno è leggera, tradizionale, dà tortillas con una pressione delicata e apporta un certo sapore sottile. Quella di ghisa è più pesante, esercita una pressione maggiore e dà tortillas più uniformi e sottili. Entrambe funzionano bene se la masa ha l'umidità adeguata; la scelta dipende dalla preferenza e dal peso maneggiabile dalla persona.
- Che sapore ha una tortilla fatta con la tortillera rispetto a quella fatta a mano?
- Hanno praticamente lo stesso sapore, poiché questo proviene dal mais nixtamalizzato, non dall'utensile. La differenza sta nella forma e nella consistenza: quelle della tortillera sono più uniformi, rotonde e di spessore regolare; quelle fatte a mano dalle cuoche esperte hanno un leggero rilievo e un maggiore gonfiore sul comal, con un fascino rustico che molti preferiscono.
- Come si usa correttamente la tortillera?
- Si forma una pallina di masa di circa 30-40 g, si pone centrata tra due fogli di plastica (ritagli di sacchetto o plastiche per tortillas), si colloca al centro della tortillera, si chiude il coperchio e si abbassa la leva con una pressione decisa e costante. Si apre, si toglie la plastica superiore, si gira la tortilla sul palmo con attenzione e si pone sul comal caldo.
- Da dove è originaria la tortillera?
- La tortillera come utensile meccanico è originaria del Messico, sviluppata nel XIX secolo come evoluzione industriale dell'antica formatura manuale. Oggi viene fabbricata in stati come lo Stato del Messico, Jalisco e Puebla, e viene esportata alle comunità latine nel mondo. La formatura a mano rimane la tecnica originale preispanica documentata da oltre 3000 anni.
Fonti consultate

Fondatore, Recetas Mexas
Messicano di Puebla, informatico e appassionato di cucina. Autore di oltre 1.000 ricette messicane autentiche adattate alle cucine di tutto il mondo. Vive a Madrid dal 2018.
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