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Chilate: bevanda fredda di cacao, riso e cannella del Guerrero

Edmond Bojalil

Edmond Bojalil · Fundador, Recetas Mexas

Actualizado: 12 ago 2026

Chilate: bevanda fredda di cacao, riso e cannella del Guerrero

Che cos'è?

Il chilate è una bevanda fredda tradizionale messicana fatta con cacao tostato, riso crudo, cannella in stecca (canela) e piloncillo o zucchero, il tutto macinato finemente con acqua fino a ottenere una consistenza cremosa e schiumosa al momento di servire. È originario della Costa Chica del Guerrero e di Oaxaca, regione abitata da comunità afromessicane, indigene e meticce. Ha un sapore profondo di cacao tostato, con un fondo leggermente granuloso di riso e una dolcezza calda di piloncillo e cannella. È al tempo stesso bevanda cerimoniale e quotidiana: si serve nelle feste patronali, matrimoni, veglie funebri e come bevanda rinfrescante nei climi caldi. Il suo carattere schiumoso, eredità preispanica delle tecniche di sbattitura del cacao, lo distingue dalle altre bevande fredde di cacao messicane. Si differenzia dal tejate oaxaqueño perché non contiene fiore di cacao né rosita de cacao nella sua ricetta tradizionale.

Origine e storia

Il chilate ha un'origine preispanica documentata tra i popoli amuzghi, mixtechi e nahua della costa del Pacifico meridionale messicano. Il suo nome deriva dal nahuatl 'chilatl', che significa 'acqua di chile', sebbene la ricetta attuale non includa chile. Alcuni ricercatori propongono che la parola derivi da 'chili-atl', riferendosi a una bevanda piccante originaria, oppure che sia una contrazione di 'chocolate-atl'. Dopo l'arrivo delle comunità africane nella regione durante i secoli XVI e XVII, portate come manodopera schiavizzata per le haciendas costiere, il chilate si arricchì di saperi culinari afromessicani. Larousse Cocina lo identifica come bevanda caratteristica della regione della Costa Chica. La ricetta moderna riflette il sincretismo: il cacao e la cannella messicani preispanici, il riso introdotto dagli spagnoli dall'Asia, il piloncillo derivato dalla canna da zucchero africana. La tecnica di rendere schiumosa la bevanda sbattendola energicamente ricorda il cioccolato preispanico documentato da Sahagún nel secolo XVI.

Ingredienti caratteristici

Il cacao tostato è l'ingrediente essenziale; si preferisce cacao criollo o trinitario delle regioni di Tabasco, Chiapas e Oaxaca, tostato lentamente sul comal per liberare gli aromi. Il riso si incorpora crudo dopo essere stato messo in ammollo per diverse ore, il che permette di macinarlo finemente e conferisce una cremosità densa alla bevanda. La cannella in stecca si macina insieme al cacao e al riso per integrarne l'aroma. Il piloncillo grattugiato è il dolcificante tradizionale, anche se si può usare pure zucchero di canna scuro. Alcune ricette aggiungono mandorle, anice stellato o pepe di Tabasco. Tradizionalmente il tutto si macina sul metate di pietra più volte fino a ottenere una pasta finissima; i mulini moderni svolgono la funzione con maggiore rapidità. La pasta si diluisce con acqua fredda e si sbatte vigorosamente con il molinillo o il frullatore fino a formare abbondante schiuma. Si serve in jícaras tradizionali o in bicchieri alti, con la schiuma visibile sulla parte superiore. La proporzione tipica è centocinquanta grammi di cacao, cinquanta grammi di riso crudo ammollato, una stecca di cannella e piloncillo a piacere per due litri d'acqua.

Significato culturale

Il chilate è bevanda identitaria della Costa Chica del Guerrero e di Oaxaca, regione di profonda eredità afromessicana, indigena e meticcia. È indispensabile nelle festività patronali, matrimoni, battesimi, veglie funebri e nei rituali del Día de Muertos. In comuni come Cuajinicuilapa, Ometepec, Pinotepa Nacional e Jamiltepec mantiene un ruolo rituale nelle celebrazioni comunitarie. La Secretaría de Cultura, attraverso l'Instituto Nacional de los Pueblos Indígenas, ha riconosciuto il chilate come parte del patrimonio gastronomico delle comunità afromessicane, recentemente riconosciute costituzionalmente nel 2019 come terza radice culturale del Messico insieme a quella indigena e a quella spagnola. La cucina tradizionale messicana, Patrimonio Culturale Immateriale UNESCO dal 2010, include il chilate tra le bevande rappresentative del Messico meridionale. La preparazione del chilate sostiene l'economia delle cooperative di donne afromessicane, specialmente a Cuajinicuilapa, dove la sua commercializzazione in fiere e festival ha contribuito a dare visibilità alla cultura culinaria afro-meticcia del Pacifico messicano.

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Domande frequenti

Che sapore ha il chilate?
Sa profondamente di cacao tostato, con un fondo cremoso di riso, note calde di cannella e la dolcezza della melassa del piloncillo. La sua consistenza è leggermente granulosa a causa del riso, con una schiuma caratteristica in superficie. Ricorda un cioccolato freddo rustico ma con un profilo più complesso e meno zuccherato della cioccolata calda convenzionale. È una bevanda rinfrescante ed energizzante, ideale per i climi caldi.
Qual è la differenza tra chilate e tejate?
Il tejate oaxaqueño contiene cacao, mais cotto, fiore di cacao, nocciolo di mamey tostato (pixtle) e rosita de cacao, generando una densa schiuma bianca galleggiante. Il chilate del Guerrero usa cacao, riso crudo macinato e cannella, con una schiuma meno abbondante ma una consistenza più cremosa. Entrambi sono bevande fredde preispaniche schiumose, ma appartengono a tradizioni distinte: il tejate è mixteco-zapoteco; il chilate è afromessicano-amuzgo.
Da dove è originario il chilate?
È originario della Costa Chica del Guerrero e di Oaxaca, regione del Pacifico meridionale messicano abitata da comunità afromessicane, amuzghe, mixteche e nahua. Comuni come Cuajinicuilapa, Pinotepa Nacional, Ometepec e Jamiltepec sono centri tradizionali della sua preparazione. Il suo nome deriva dal nahuatl, il che indica radici preispaniche, ma la sua ricetta attuale riflette il sincretismo culturale costiero sviluppatosi durante l'epoca coloniale e repubblicana.
Come si serve il chilate?
Si serve freddo in jícaras tradizionali fatte di zucca (calabazo) o in bicchieri alti trasparenti che permettono di apprezzare la schiuma. Si accompagna con pane dolce regionale come rosquetes, marquesotes o pan de maíz. Nelle celebrazioni familiari e nelle feste patronali si distribuisce in grandi pentole di terracotta con il mestolo. La temperatura ideale è ben fredda, intorno ai 5-8 gradi, per far risaltare il contrasto con il clima caldo della costa.

Fonti consultate

Edmond Bojalil
Edmond Bojalil

Fondatore, Recetas Mexas

Messicano di Puebla, informatico e appassionato di cucina. Autore di oltre 1.000 ricette messicane autentiche adattate alle cucine di tutto il mondo. Vive a Madrid dal 2018.

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