Tamalera: la pentola a vapore tradizionale per cuocere i tamales
Edmond Bojalil · Fundador, Recetas Mexas
Actualizado: 12 ago 2026

Che cos'è?
La tamalera è la pentola a vapore tradizionale messicana, progettata specificamente per cuocere i tamales al vapore. È composta da una pentola alta, generalmente di alluminio o smalto (peltre), con una griglia o falso fondo a circa 5-10 cm dal fondo. Sotto la griglia si mette dell'acqua che, bollendo, genera il vapore che cuoce i tamales disposti verticalmente sopra di essa. La forma alta e stretta è funzionale: permette di sistemare molti tamales in piedi e di sfruttare tutto lo spazio. Le tamalere variano in capacità, dalle versioni domestiche di 8-15 litri fino alle grandi pentole di 40-80 litri usate nelle tamalerías e negli eventi. Una buona tamalera è indispensabile per preparare i tamales fatti in casa e fa parte del corredo di cucina di molte famiglie messicane. Il Día de la Candelaria (2 febbraio) è la data che riunisce le famiglie attorno ai tamales appena preparati nella tamalera.
Origine e storia
La cottura al vapore dei tamales è preispanica ed è documentata nei codici e nelle cronache come tradizione mexica, maya, mixteca e zapoteca. In origine i tamales si cuocevano in pentole di terracotta con un falso fondo di foglie o rami, sopra il focolare di tre pietre (tenamaxtli). Fray Bernardino de Sahagún descrive nel XVI secolo i molteplici tipi di tamales che i mexica cuocevano al vapore e la loro importanza in banchetti, offerte e vita quotidiana. Il passaggio alle pentole metalliche per i tamales avviene durante il XIX secolo e si consolida nel XX secolo con la diffusione di massa dell'alluminio e dello smalto (peltre). Marchi messicani come Vasconia, Cinsa ed Ekco producono tamalere industriali dalla metà del XX secolo. Larousse Cocina e il Diccionario Enciclopédico de la Gastronomía Mexicana documentano la tamalera come utensile essenziale della cucina messicana contemporanea. Nelle tamalerías professionali e nelle Centrales de Abasto si usano tamalere di grande formato che producono centinaia di tamales per turno.
Ingredienti caratteristici
Le tamalere hanno un design specifico per la cottura al vapore: pentola alta di 30-60 cm di altezza, diametro di 25-45 cm, coperchio ermetico e griglia interna a 5-10 cm dal fondo. I materiali più comuni sono l'alluminio fuso (leggero, buon conduttore di calore, economico), lo smalto (peltre, acciaio smaltato, durevole, non ossidabile) e l'acciaio inossidabile (premium, di lunga durata). Le versioni tradizionali artigianali possono essere di terracotta spessa, specialmente per i tamales oaxaqueños cotti in una grande cazuela. L'uso corretto: si riempie il fondo con acqua fino a poco sotto la griglia (3-5 cm); si dispone un cerchio di foglie di mais (totomoxtle) o di banana sulla griglia; si sistemano i tamales verticalmente (con l'apertura verso l'alto per i tamales piccoli, oppure sdraiati per quelli grandi); si coprono con altre foglie per mantenere l'umidità; si copre la pentola; si cuoce a fuoco medio per 1-2 ore a seconda della dimensione. Una moneta sul fondo aiuta a capire se l'acqua si è consumata: quando smette di risuonare saltellando, bisogna aggiungere altra acqua bollente.
Significato culturale
La tamalera è un utensile fondamentale nelle case messicane e fa parte di tradizioni gastronomiche centrali. Il Día de la Candelaria (2 febbraio) segna il momento dell'anno in cui milioni di famiglie preparano i tamales: chi ha trovato la statuetta nella rosca de Reyes il 6 gennaio offre i tamales, e la tamalera si accende per produrne decine. Nel Día de Muertos, i tamales cotti nella tamalera sono un'offerta sugli altari. In matrimoni, quinceañeras, battesimi e diverse celebrazioni, i tamales sono un alimento tradizionale e si cuociono in grandi tamalere. La cucina tradizionale messicana, dichiarata Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità dall'UNESCO nel 2010, integra la cottura al vapore nella tamalera come tecnica fondamentale. Le tamalerías di strada e i venditori di tamales in bicicletta sono un fenomeno urbano caratteristico, dove migliaia di tamales preparati in tamalere industriali sfamano i messicani a colazione ogni mattina. La tamalera si è esportata con la diaspora messicana negli Stati Uniti, in Europa e in Asia.
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Domande frequenti
- Qual è la differenza tra la tamalera e una comune pentola a vapore?
- La tamalera è una pentola specificamente alta e stretta con griglia interna, progettata per sistemare i tamales verticalmente. Le comuni pentole a vapore sono più basse e larghe, pensate per verdure o pesce in cestelli individuali. La forma della tamalera è funzionale ai tamales: massimizza lo spazio verticale e mantiene l'umidità concentrata all'interno.
- Che sapore ha un tamal cotto in una tamalera tradizionale?
- Il sapore proviene dal tamal stesso (masa, ripieno, involucro), non dalla tamalera. Ciò che apporta la corretta cottura al vapore è la consistenza: masa soda ma morbida, senza parti crude né friabili. Se si cuoce troppo possono risultare appiccicosi; se si cuociono poco, la masa rimane cruda. La tamalera usata bene produce tamales dal punto di cottura perfetto.
- Come si allestisce correttamente una tamalera?
- Si riempie il fondo con acqua fino a circa 3-5 cm sotto la griglia, si mette una moneta pulita sul fondo (serve a sentire quando l'acqua si esaurisce), si copre la griglia con foglie di mais o di banana, si dispongono i tamales in piedi con l'apertura verso l'alto, si coprono con altre foglie e un panno, si mette il coperchio e si cuoce a fuoco medio tra i 60 e i 90 minuti a seconda della dimensione.
- Da dove è originaria la tamalera?
- La cottura al vapore dei tamales è originaria della Mesoamerica, con testimonianze preispaniche di oltre 2000 anni. La tamalera metallica moderna si è diffusa in Messico durante il XX secolo. Oggi le tamalere si fabbricano principalmente in stati come lo Stato del Messico, Aguascalientes e Jalisco, dove marchi come Vasconia e Cinsa producono per tutto il paese e per la diaspora messicana all'estero.
Fonti consultate

Fondatore, Recetas Mexas
Messicano di Puebla, informatico e appassionato di cucina. Autore di oltre 1.000 ricette messicane autentiche adattate alle cucine di tutto il mondo. Vive a Madrid dal 2018.
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