Pichancha: il recipiente perforato per scolare il nixtamal
Edmond Bojalil · Fundador, Recetas Mexas
Actualizado: 12 ago 2026

Che cos'è?
La pichancha è un recipiente perforato, tradizionalmente di terracotta, usato nella cucina messicana per scolare il nixtamal (mais cotto con calce) prima di macinarlo e trasformarlo in masa. La sua forma caratteristica è quella di una pentola con molteplici fori sul fondo e sui lati, che permette di separare il chicco cotto dall'acqua di cottura (nejayote) e di risciacquarlo con acqua pulita per eliminare la calce in eccesso. La pichancha è un utensile fondamentale del processo di nixtamalizzazione e fa parte del saper fare del mais nei villaggi contadini e indigeni. Sebbene oggi conviva con colini metallici e sacchi di rete industriali, la pichancha di terracotta continua a essere preferita dalle cuoche tradizionali per la sua capacità di scolare senza danneggiare i chicchi. La sua esistenza testimonia la raffinatezza tecnologica della cucina mesoamericana del mais.
Origine e storia
La pichancha compare nel registro archeologico mesoamericano insieme alla nixtamalizzazione, tecnica documentata da almeno 3500 anni in Mesoamerica. Ritrovamenti in siti come il Soconusco (Chiapas) e Tehuacán (Puebla) mostrano pentole con fori che potrebbero corrispondere a pichanchas primitive. Il nome proviene dallo spagnolo americano e compare nei dizionari coloniali del XVI e XVII secolo, riferendosi al recipiente perforato per scolare. Fray Bernardino de Sahagún nella sua Historia general de las cosas de Nueva España descrive il processo completo della nixtamalizzazione e menziona gli utensili usati, inclusi colini e recipienti perforati. Durante l'epoca coloniale e nei secoli successivi, la pichancha di terracotta mantenne la sua forma essenziale: pentola concava con perforazioni regolari sul fondo e sulle pareti. Oggi si realizza artigianalmente nei villaggi di vasai di Oaxaca, Puebla, Veracruz e Chiapas, dove continua a far parte del corredo di cucina delle case che nixtamalizzano il proprio mais. Larousse Cocina e México Desconocido la documentano come utensile patrimoniale.
Ingredienti caratteristici
La pichancha tradizionale è un recipiente di terracotta cotta a forma di pentola larga o cazuela fonda, con perforazioni di 5-10 mm di diametro distribuite sul fondo e sui lati inferiori. Il numero di fori varia a seconda della dimensione e della tradizione regionale, ma di solito è sufficiente a permettere un drenaggio efficiente senza che il mais cotto passi attraverso. Alcune pichanchas hanno manici laterali per gestire il peso del nixtamal bagnato. Le dimensioni comuni vanno da 30 a 50 cm di diametro, con capacità di 3-10 kg di nixtamal. La tecnica d'uso: una volta che il mais è stato cotto con la calce (1,5-2 ore) e ha riposato tutta la notte, si versa nella pichancha posta sopra un altro recipiente o sul lavello. Si lascia scolare il nejayote (acqua giallastra alcalina) e poi si risciacqua il nixtamal con acqua pulita strofinandolo con le mani per eliminare la calce in eccesso e le pellicine del pericarpo. Il nixtamal pulito è pronto per essere macinato nel metate o nel mulino. Varianti contemporanee includono pichanchas di plastica perforata, sacchi di rete e colini di acciaio inossidabile, tutti con la stessa funzione.
Significato culturale
La pichancha fa parte del processo patrimoniale della nixtamalizzazione, tecnica riconosciuta come pilastro della cucina tradizionale messicana, dichiarata Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità dall'UNESCO nel 2010. Nelle comunità contadine e indigene che ancora producono la propria masa di nixtamal, la pichancha è un utensile quotidiano fondamentale, trasmesso da madri a figlie. Il suo uso riflette la raffinatezza tecnologica della cucina mesoamericana del mais, uno dei contributi culinari più importanti del Messico al mondo. Il nejayote scolato dalla pichancha ha a sua volta un valore culturale e ambientale: tradizionalmente si versava come offerta alla terra o si riutilizzava come concime. La pichancha compare nei mercati dei villaggi di vasai e nelle esposizioni etnografiche di musei come il Museo Nacional de Antropología e il Museo de Culturas Populares. Nella cucina messicana contemporanea e nei progetti di rivalorizzazione del mais (come il movimento Maizajo o le tortillerías artigianali), la pichancha torna a essere simbolo del ritorno alla nixtamalizzazione tradizionale come risposta all'industrializzazione di massa della farina di mais.
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Domande frequenti
- Qual è la differenza tra la pichancha e il colino?
- La pichancha tradizionale è di terracotta con perforazioni specifiche per scolare e risciacquare il nixtamal senza danneggiare i chicchi. Il colino moderno (di acciaio inossidabile o plastica) ha perforazioni più fini e può lasciare residui di calce. La pichancha permette inoltre di agitare il mais all'interno per eliminare le pellicine, funzione difficile nei colini convenzionali più piatti.
- Che sapore ha il nixtamal scolato nella pichancha rispetto al colino?
- Il sapore è praticamente lo stesso se il risciacquo viene fatto bene in entrambi. La pichancha permette di risciacquare più volte senza travasi tra recipienti, il che assicura l'eliminazione della calce in eccesso. Se rimane calce residua, la masa può risultare amara o saponosa; un risciacquo adeguato garantisce una masa dal sapore pulito e aromatico di mais nixtamalizzato.
- Come si usa correttamente la pichancha?
- Si posiziona sopra un altro recipiente, si versa il nixtamal insieme al nejayote. Si lascia scolare il liquido giallo per alcuni minuti. Poi si versa acqua pulita abbondante e si strofina il mais con le mani per eliminare la calce e le pellicine del pericarpo. Si ripete il risciacquo 2-3 volte finché l'acqua non esce limpida. Il nixtamal è pronto per essere macinato.
- Da dove è originaria la pichancha?
- La pichancha come recipiente perforato per il nixtamal è originaria della Mesoamerica, legata al processo di nixtamalizzazione documentato da 3500 anni. Oggi si produce artigianalmente a Oaxaca, Puebla, Veracruz, Chiapas e in diversi villaggi di vasai del Messico dove si mantiene viva la realizzazione della masa di nixtamal su piccola scala.
Fonti consultate

Fondatore, Recetas Mexas
Messicano di Puebla, informatico e appassionato di cucina. Autore di oltre 1.000 ricette messicane autentiche adattate alle cucine di tutto il mondo. Vive a Madrid dal 2018.
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