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Xamues: cimici commestibili dell'altopiano messicano

Edmond Bojalil

Edmond Bojalil · Fundador, Recetas Mexas

Actualizado: 12 ago 2026

Che cos'è?

Gli xamues, chiamati anche jumiles del mesquite o cuchamas in alcune zone, sono grandi cimici della specie Thasus gigas, raccolte sugli alberi di mesquite (Prosopis laevigata) e huizache dell'altopiano semiarido di Hidalgo, Querétaro e San Luis Potosí. Si distinguono per il colore rosso brillante con bande nere e per le grandi dimensioni, fino a 4 cm. La loro raccolta avviene da maggio ad agosto, quando gli adulti si radunano sui rami per nutrirsi dei baccelli teneri del mesquite. Hanno un caratteristico sapore acidulo, erbaceo e aromatico, simile alla mela verde con note di cannella, dovuto alle ghiandole difensive. Si preparano tostati con sale e limone, macinati in salsa fatta al molcajete o in tacos con fagioli, e sono parte centrale della cucina tradizionale ñañu (otomí) e huasteca.

Origine e storia

Il consumo di xamues è documentato etnograficamente tra i popoli ñañu (otomí), huasteco e nahua dell'altopiano semiarido, associato all'uso rituale e alimentare del mesquite, albero sacro mesoamericano. Larousse Cocina e México Desconocido li identificano come uno degli insetti commestibili più antichi dell'altopiano semidesertico, raccolti almeno dal periodo Classico mesoamericano. La CONABIO Enciclovida documenta la loro distribuzione geografica e le loro relazioni ecologiche con il mesquite, specie chiave dell'ecosistema. Nel XX secolo, antropologi dell'INAH e biologi della UNAM, guidati da Julieta Ramos-Elorduy, li catalogarono come parte del corpus degli insetti commestibili messicani. La feria dello xamue, celebrata in comuni come Cardonal e Ixmiquilpan (Hidalgo), riflette la sopravvivenza di questa tradizione durante le feste patronali dell'estate. Il portale gob.mx riporta gli sforzi per iscriverli in programmi di sfruttamento sostenibile come risorsa forestale non legnosa.

Ingredienti caratteristici

Thasus gigas è un emittero della famiglia Coreidae che misura tra i 3 e i 4 cm nella forma adulta. Vive in colonie sul mesquite, nutrendosi della linfa e dei baccelli teneri. Il suo esoscheletro rosso-arancio contiene composti terpenici difensivi che gli conferiscono un caratteristico sapore agrumato. Tradizionalmente si raccolgono a mano nelle prime ore del giorno, si spurgano in acqua salata e si tostano sul comal fino a doratura. Una volta tostati si macinano con chile serrano, tomate verde e sale di gusano per formare la salsa di xamue, che accompagna tacos, tamales di fagioli o uova in penca. Il loro valore nutrizionale, secondo le analisi della BUAP, si aggira intorno al 40% di proteine sul peso secco, con presenza di calcio, magnesio e antiossidanti naturali. Nella regione della Valle del Mezquital si cucinano anche strapazzati con uovo e chile pasilla, componendo una delle colazioni più tradizionali del popolo otomí.

Significato culturale

Gli xamues sono simbolo della cucina del semideserto messicano e della cultura ñañu, integrandosi nel patrimonio gastronomico riconosciuto dall'UNESCO nel 2010 all'interno del dossier della Cucina Tradizionale Messicana. Il loro consumo rispetta i cicli ecologici del mesquite, il che li rende un esempio di sfruttamento sostenibile studiato dalla Universidad Autónoma del Estado de Hidalgo. La raccolta genera entrate economiche importanti per le comunità indigene della Valle del Mezquital e della Huasteca potosina, dove si svolge la Feria del Xamue, evento che riunisce degustazioni, danze e concorsi di salsa. La cucina contemporanea, guidata da chef come Aquiles Chávez (Hidalgo) e Ana Martorell, ha portato gli xamues nei menu dell'alta cucina a Città del Messico e Monterrey. Ricercatori del Cinvestav esplorano il loro potenziale come fonte di proteine sostenibile di fronte al cambiamento climatico e alla siccità dell'altopiano.

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Domande frequenti

Che sapore hanno gli xamues?
Gli xamues hanno un sapore acidulo, erbaceo e aromatico, simile alla mela verde con note di cannella, eucalipto e coriandolo. Tostati accentuano toni agrumati e umami, mentre crudi risultano più penetranti e piccanti. Il loro retrogusto è persistente e minerale, simile a quello di un tè di foglie verdi con scorza di lime.
Come si preparano gli xamues?
Si spurgano in acqua salata, si tostano sul comal e si macinano con chile serrano, tomate verde e sale di gusano per fare la salsa di xamue, che accompagna tacos e memelas. Si strapazzano anche con l'uovo e chile pasilla, oppure si servono interi come stuzzichino con tortilla e limone, specialmente a Ixmiquilpan e nella Valle del Mezquital.
Qual è la differenza tra xamues e jumiles?
Sebbene entrambi siano cimici commestibili, i jumiles provengono dal cerro del Huixteco (Guerrero) e appartengono a Edessa mexicana, vivono sulle querce e hanno sapore di cannella e iodio. Gli xamues sono Thasus gigas dell'altopiano, vivono sui mesquite e sugli huizaches e hanno sapore di mela acidula. Le loro dimensioni, l'habitat e il sapore sono nettamente diversi.
Da dove sono originari gli xamues?
Sono originari dell'altopiano semiarido messicano: principalmente Hidalgo (Valle del Mezquital), Querétaro e San Luis Potosí. Il loro consumo è tradizionale tra i popoli ñañu (otomí), huasteco e nahua, ed è legato al ciclo agricolo del mesquite, albero sacro del semideserto che fornisce anche baccelli, legna e farina.

Fonti consultate

Edmond Bojalil
Edmond Bojalil

Fondatore, Recetas Mexas

Messicano di Puebla, informatico e appassionato di cucina. Autore di oltre 1.000 ricette messicane autentiche adattate alle cucine di tutto il mondo. Vive a Madrid dal 2018.

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