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Cucina oaxaqueña: cos'è, storia e i sette moli tradizionali

Edmond Bojalil

Edmond Bojalil · Fundador, Recetas Mexas

Actualizado: 12 ago 2026

Cucina oaxaqueña: cos'è, storia e i sette moli tradizionali

Che cos'è?

La cucina oaxaqueña è una delle tradizioni gastronomiche più ricche e diverse del Messico, originaria dello stato di Oaxaca, nel sud del paese. Si distingue per l'eredità dei popoli zapoteco e mixteco, l'uso estensivo di mais nativo, chiles autoctoni e tecniche come il tatemado (tostatura) e la macinazione nel metate. È conosciuta come 'la terra dei sette moli' per la sua varietà di salse complesse: negro, rojo, coloradito, amarillo, verde, chichilo e manchamanteles. Si consuma ogni giorno nelle case e nei mercati come quello del 20 de Noviembre o di Tlacolula, e raggiunge la sua massima espressione durante festività come la Guelaguetza, i matrimoni e il Día de Muertos, quando si preparano tamales, mezcal e dolci tradizionali per onorare gli antenati.

Origine e storia

La cucina oaxaqueña affonda le sue radici nelle civiltà zapoteca e mixteca, che da più di 3.500 anni coltivano mais, fagioli, zucca e chiles nelle valli centrali e nella Sierra. Fray Bernardino de Sahagún, nella sua Historia general de las cosas de Nueva España (XVI secolo), descrisse già l'uso di moli, tamales e pulque tra i popoli del sud. L'arrivo degli spagnoli apportò maiale, pollo, mandorle, spezie e la tecnica della cottura al forno, che si fusero con la base mesoamericana nei conventi coloniali di Oaxaca de Juárez, dove le monache domenicane perfezionarono ricette come il mole negro. Durante il XIX e il XX secolo, la cucina oaxaqueña si consolidò come punto di riferimento nazionale grazie al lavoro delle cuoche tradizionali e a pubblicazioni come quelle del Larousse Cocina. Nel 2010, la cucina tradizionale messicana, con Oaxaca come uno dei suoi pilastri, fu iscritta nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità dall'UNESCO.

Ingredienti caratteristici

Gli ingredienti oaxaqueños hanno un carattere proprio. Tra i chiles spiccano il chilhuacle nero, rosso e giallo (endemici della Cañada), il pasilla oaxaqueño, il chilcostle e il chiltepín. Le erbe aromatiche includono hoja santa, hierba de conejo, chepiche e poleo, che profumano brodi e tamales. Il mais compare in varietà criolle come il bolita, base di tlayudas, memelas e tejate. La carne più rappresentativa è il tasajo (manzo salato ed essiccato), accompagnato da quesillo (formaggio Oaxaca), tlacoyos ripieni e chapulines (cavallette) tostate con aglio. Il mezcal, elaborato a partire da maguey espadín, tobalá o tepeztate, è la bevanda emblematica. Ogni regione oaxaqueña (Valles Centrales, Mixteca, Sierra, Istmo, Costa, Cañada, Papaloapan e Tuxtepec) apporta le sue varianti: la Mixteca si distingue per gli stufati di capra, l'Istmo per le sue iguane e i gamberi essiccati, e la Costa per il pesce a la talla e il caldo de piedra.

Significato culturale

La cucina oaxaqueña è considerata uno dei cuori gastronomici del Messico e un simbolo di identità nazionale. La sua iscrizione nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell'UNESCO nel 2010 ha riconosciuto non solo i piatti, ma il sistema agricolo, i rituali e la trasmissione intergenerazionale della conoscenza culinaria. Festività come la Guelaguetza a luglio riuniscono le otto regioni dello stato in una grande esposizione culturale dove il cibo è protagonista. Il Día de Muertos trasforma cucine e mercati con la preparazione di mole negro, pan de muerto, cioccolato all'acqua e tamales per le offerte. La cucina oaxaqueña sostiene inoltre un'economia vitale di mercati, fonde e palenques mezcaleros, e ha proiettato lo stato come destinazione turistica gastronomica di livello mondiale, con cuoche tradizionali come Abigail Mendoza riconosciute a livello internazionale.

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Domande frequenti

Quali sono i sette moli di Oaxaca?
I sette moli oaxaqueños sono il negro, rojo, coloradito, amarillo, verde, chichilo e manchamanteles. Ognuno ha chiles, spezie e tecniche diverse: il negro contiene chilhuacle nero e cioccolato, l'amarillo si distingue per la hoja santa, e il chichilo è il più affumicato e complesso. Si servono a matrimoni, feste e celebrazioni tradizionali.
Che sapore ha il cibo oaxaqueño?
Ha sapori profondi, affumicati e piccanti equilibrati da dolcezza e acidità. I chiles tostati e il cioccolato apportano un amaro nobile, le erbe come la hoja santa e l'epazote danno note anisate, e il mezcal accompagna con il fumo. È una cucina complessa, dove una sola salsa può contenere più di venti ingredienti macinati lentamente.
Cosa si mangia a Oaxaca oltre al mole?
Le tlayudas (grandi tortillas tostate con asiento, fagioli, quesillo e tasajo), memelas, empanadas de amarillo, caldo de piedra, chapulines, chiles ripieni di picadillo e tamales avvolti in foglia di banano. Nella Costa spiccano il pesce a la talla e i frutti di mare; nella Mixteca, il chileajo e la capra tepehuana.
Da dove è originaria la cucina oaxaqueña?
È originaria dello stato di Oaxaca, nel sud del Messico, dove confluiscono le culture zapoteca, mixteca, chinanteca, mixe, mazateca e afrodiscendente. Le sue radici sono preispaniche, con più di 3.500 anni di tradizione, arricchite dal meticciato coloniale e riconosciute dall'UNESCO nel 2010 come Patrimonio Culturale Immateriale.

Fonti consultate

Edmond Bojalil
Edmond Bojalil

Fondatore, Recetas Mexas

Messicano di Puebla, informatico e appassionato di cucina. Autore di oltre 1.000 ricette messicane autentiche adattate alle cucine di tutto il mondo. Vive a Madrid dal 2018.

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